in Tabaccheria
Copertina dell'articolo con la scritta «25 mesi in vetrina»

Quanto resta online un annuncio di tabaccheria: 25 mesi la mediana sul nostro catalogo

Sui 323 annunci di cessione pubblicati su InTabaccheria, metà è online da più di due anni. È una misura nostra, fatta sul catalogo del portale il 13 agosto 2026. Non è un tempo di vendita reale, è un tempo plausibile: qui sotto c’è il motivo per cui non lo chiamiamo così.

Venticinque mesi di mediana, un quarto del catalogo entrato nell’ultimo anno

Al 13 agosto 2026 il portale ha 325 schede pubblicate: 323 sono annunci di cessione, 2 sono vetrine pubblicitarie di attività che non si vendono e restano fuori dal conto. Su quei 323 abbiamo misurato una cosa sola, cioè quanti giorni sono passati fra la pubblicazione della scheda e oggi.

La mediana è 766 giorni, circa 25 mesi. Il primo quartile sta a 359 giorni (un anno), il terzo a 1.127 (poco più di tre). Nel dettaglio: 167 annunci su 323 sono online da più di due anni (il 51,7%) e 96 da più di tre (il 29,7%). Dall’altra parte, 82 schede su 323 sono state pubblicate negli ultimi dodici mesi, 42 negli ultimi tre e 16 nell’ultimo mese. Il catalogo cresce di sette o otto annunci al mese e quasi non perde niente.

Perché non lo chiamiamo tempo di vendita

Ci sono due limiti seri, tutti e due nostri.

Il primo: il portale non registra il momento in cui un annuncio esce. Quando una rivendita si vende l’annuncio dovrebbe sparire, ma nei fatti resta pubblicato finché qualcuno lo toglie a mano. Le uniche uscite tracciate a oggi sono 29 schede finite nel cestino, 28 delle quali cestinate lo stesso giorno, il 12 agosto 2026, in una pulizia della redazione. Un annuncio che sparisce può essere una vendita, un ripensamento o una scheda vecchia archiviata da noi. Non sappiamo distinguerli, quindi non chiamiamo vendita quello che è permanenza dell’annuncio.

Il secondo: per una parte del catalogo la data di pubblicazione registrata è più recente del momento in cui la scheda è entrata davvero nel sito. L’abbiamo verificato confrontando le date con gli identificativi interni di WordPress, che crescono nel tempo e non si riscrivono: 89 schede su 323, il 27,6%, risultano più giovani di quello che sono. Tutti gli scarti vanno nella stessa direzione. Rifacendo il conto su quella base la mediana sale da 766 a 843 giorni.

La prova più netta sta fuori dal nostro sito. Nella copia della nostra home page archiviata il 26 marzo 2023 da Internet Archive si contano 20 annunci già pubblicati. Oggi, 1.236 giorni dopo, 17 di quei 20 sono ancora online e 3 stanno nel cestino: nessuno è stato cancellato. Eppure la data di pubblicazione che il portale registra per tutti e 20 è successiva a quella copia: va da fine giugno 2023 a marzo 2024. I 25 mesi di mediana, quindi, sono un pavimento e non un tetto.

Prezzo, regione, bar tabacchi: dove ci fermiamo

La domanda successiva è se il tempo cambi con il prezzo. I numeri grezzi direbbero di sì: gli annunci sotto i 100.000 euro sono online da 518 giorni in mediana (64 casi) contro gli 828 della fascia fra 100.000 e 200.000 (124 casi). La spiegazione però non è la velocità, è il flusso. Fra le schede pubblicate nel 2026 il 37% sta sotto i 100.000 euro (23 su 62), contro il 17% del 2023 e il 12% del 2024. Gli annunci economici sono più giovani perché sono arrivati dopo, non perché escano prima. Sul prezzo in sé c’è la pagina dedicata a quanto costa una tabaccheria.

Vale lo stesso per le regioni. La forbice esiste, con le Marche a 1.087 giorni su 21 annunci e la Sicilia a 372 su 16, ma con numeri di questa taglia e con lo stesso problema di composizione una classifica regionale sarebbe un’invenzione con la faccia seria. Non la pubblichiamo. Una differenza che invece non compare è quella fra bar tabacchi e rivendita semplice: 742 giorni contro 810, su 61 e 262 casi. Chi si aspetta che il banco caffè allunghi i tempi, nei nostri annunci non trova conferma. Sulle differenze vere fra i due abbiamo scritto qui.

Cosa cambia per il tabaccaio

Se stai per mettere in vendita, ragiona in anni e non in settimane. Metà delle schede del nostro catalogo è lì da più di due anni. Non vuol dire che venderai in due anni, vuol dire che costruire l’uscita sul presupposto di chiudere in tre mesi è la scommessa più rischiosa che puoi fare. Rinnovo del contratto di locazione, forniture, subentro di un familiare, pensione: le scadenze vanno prese con margine largo.

Il prezzo lo fissi contro il catalogo di oggi, non contro quello di tre anni fa. Chi pubblica adesso trova nella fascia bassa più concorrenza di quanta ce ne fosse nel 2024. Se non hai un riferimento, parti dal valutatore e poi guarda cosa c’è nella tua provincia fra gli annunci.

Se hai venduto o hai cambiato idea, togli l’annuncio. È la richiesta concreta di questo pezzo. Riguarda il nostro portale come riguarda tutti gli altri. Se hai un account, la scheda si aggiorna e si ritira dall’area riservata; se non ce l’hai, basta scriverci. Lasciarlo su non è gratis: chi chiama trova un’attività già ceduta, tu perdi tempo al telefono e chi compra impara a diffidare delle schede vecchie, comprese quelle vere.

Se stai comprando, l’età dell’annuncio non è un voto. Una scheda ferma da tre anni può essere un’attività che nessuno vuole oppure un annuncio che nessuno ha aggiornato. La prima domanda al venditore è se prezzo, incassi e canone della scheda valgono ancora, con i dati dell’ultimo bilancio alla mano.

Tutti i numeri di questo articolo sono nostri, letti sul catalogo di InTabaccheria il 13 agosto 2026. L’unica fonte esterna è la copia archiviata della nostra home page del 26 marzo 2023, conservata da Internet Archive e linkata sopra. Se stai pensando di vendere, il modulo per pubblicare è in aggiungi la tua tabaccheria, mentre i canali possibili sono elencati nella guida su come vendere una tabaccheria.

Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.

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