in Tabaccheria

Comprare una tabaccheria: le spese oltre al prezzo, dal notaio alla provvigione

Chi compra mette a bilancio il prezzo chiesto e si ferma lì. Poi arrivano notaio, mediatore, cauzione dell’affitto e diritti camerali. Qui stanno le spese diverse dalle imposte sull’atto di cessione: quelle sono già nella nostra guida sulla tassazione della vendita, dal lato di chi vende.

Il notaio: nessun tariffario, ma il preventivo scritto è un tuo diritto

Le tariffe delle professioni ordinistiche sono abrogate dal 2012 (DL 1/2012, art. 9, comma 1). Un listino notarile non esiste più: chi ti dà una cifra «da tariffario» ti sta dando la sua. Il compenso si pattuisce quando conferisci l’incarico e la misura va resa nota prima, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, voce per voce, spese e contributi compresi (stesso articolo, comma 4).

I parametri del DM 140/2012 non sono un prezzario: servono al giudice che liquida il compenso quando le parti non si sono accordate; lo stesso decreto precisa che non vincolano nemmeno lui (art. 1, commi 1 e 7). Per questo qui non trovi un numero: dipende dal valore dell’operazione, da quante parti intervengono nell’atto, dalle visure, dai muri.

I costi camerali invece si sanno prima. L’atto di trasferimento d’azienda lo deposita il notaio nel registro delle imprese entro trenta giorni (art. 2556 c.c.). La Camera di commercio di Torino quantifica quella pratica in 30,00 euro di diritti di segreteria più l’imposta di bollo: 65,00 euro se all’atto interviene una società di capitali, 59,00 se intervengono società di persone senza società di capitali, 17,50 se intervengono solo imprese individuali.

La provvigione: la legge non fissa nessuna percentuale, gli usi locali sì

Il codice civile riconosce al mediatore la provvigione da ciascuna delle parti quando l’affare si conclude per effetto del suo intervento. Sulla misura non dice niente: in mancanza di patto, di tariffe professionali o di usi decide il giudice secondo equità. Quindi paga anche chi compra e la percentuale è materia di trattativa.

Gli usi li raccolgono le Camere di commercio, provincia per provincia. La Raccolta degli usi 2015 della Camera di commercio di Firenze prevede per la cessione di aziende commerciali il 3% a carico di ciascuna delle due parti sulla cifra complessiva, merci cedute comprese ma «con esclusione dei generi di monopolio e assimilati». È il dettaglio che conta per te: il valore del magazzino tabacchi resta fuori dalla base della provvigione. A Treviso la raccolta 2023 dice un’altra cosa: cessioni di aziende 2% più IVA, dovuto da ciascun contraente salvo diversa precisazione.

Un ordine di grandezza, conto nostro: sul prezzo richiesto mediano del nostro catalogo (180.000 euro su 316 schede con prezzo, misurato il 18 agosto 2026) il 3% vale 5.400 euro a carico di chi compra e il 2% ne vale 3.600. Dal lato del venditore lo stesso tema sta in agenzia o vendita diretta.

Affitto, cauzione e sopracanone

Se i muri non sono compresi, la locazione porta due uscite immediate. Il deposito cauzionale non può superare tre mensilità di canone ed è produttivo di interessi legali, da corrispondere al conduttore alla fine di ogni anno (art. 11 della legge 392/1978). L’imposta di registro sul contratto: per i fabbricati strumentali per natura l’Agenzia delle Entrate indica l’1% del canone annuo se il locatore è soggetto passivo Iva e il 2% negli altri casi, con un versamento per la prima annualità mai inferiore a 67 euro. Locatore e conduttore rispondono in solido dell’intera somma: chi paga davvero lo decide l’accordo fra le parti, non la legge. Sul deposito cauzionale versato dall’inquilino l’imposta non è dovuta; se a versarlo è un terzo estraneo al rapporto si paga lo 0,50%.

Poi c’è il sopracanone, dovuto quando la rivendita è assegnata a chi rileva l’azienda (DPR 1074/1958, artt. 60 e 69). Il regolamento dice chi lo determina (la Direzione generale su proposta di una commissione) e che di regola si paga in unica soluzione, con rateizzazione fino a due anni se l’ufficio la concede. Il regolamento non ne fissa la misura: nessuna cifra, la chiedi all’ufficio prima di fissare il rogito.

Cosa cambia per il tabaccaio

1. Chiedi il preventivo scritto al notaio prima di conferire l’incarico, con dentro segreteria, bollo e visure. È un obbligo di legge, non una cortesia. 2. Scarica la raccolta usi della tua Camera di commercio prima di firmare l’incarico al mediatore e fai scrivere la base di calcolo. Con il magazzino tabacchi dentro, su 40.000 euro di scorte a titolo di esempio il 3% vale 1.200 euro in più. 3. Metti in cassa le uscite del rogito: cauzione fino a tre mensilità, prima annualità del registro sulla locazione, diritti camerali, bollo, saldo dei professionisti. Perizia e istruttoria della banca, se stai finanziando l’acquisto, le paghi comunque anche se la trattativa salta. 4. Chiedi all’ufficio l’importo del sopracanone prima di scrivere una data nel preliminare, insieme alla verifica dei due anni dalla precedente applicazione.

Chi li salta arriva al rogito con la liquidità calcolata sul solo prezzo e si trova tutte le voci addosso insieme.

Le norme stanno su Normattiva, gli importi sulle pagine ufficiali linkate qui sopra. Se stai cercando l’attività, parti dagli annunci di tabaccherie in vendita.

Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.

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