in Tabaccheria
Copertina dell'articolo con la scritta «La mappa d'Italia»

Dove si vendono più tabaccherie in Italia: la mappa delle nostre 325 schede

Al 13 agosto 2026 il catalogo di InTabaccheria conta 325 schede pubblicate (323 cessioni e 2 vetrine) distribuite su 86 province. Le dieci province più fornite valgono insieme 90 schede, poco più di un quarto del totale: la somma è nostra. Ecco come sono messe sulla carta, cosa dicono i prezzi richiesti per macroarea e un numero che non torna.

Le dieci province con più annunci

ProvinciaSchede
Firenze12
Napoli12
Brescia10
Ancona9
Roma9
Bologna8
Milano8
Rovigo8
Perugia7
Torino7

La prima cosa che salta all’occhio è che questa classifica non segue la popolazione. Firenze sta davanti a Roma, Ancona la pareggia, Rovigo sta alla pari con Milano. Non vuol dire che a Rovigo si venda quanto a Milano: vuol dire che le rivendite che arrivano sul nostro portale non si distribuiscono come gli abitanti. Un archivio di annunci fotografa chi ha deciso di pubblicare lì, non il mercato di quella provincia.

Fuori dalle prime venti province, che insieme fanno 143 schede, restano 182 annunci sparsi su 66 province: meno di tre a testa in media. Le due somme e la media sono conti nostri sulla tabella delle province. Per chi compra questo pesa più della classifica: in buona parte d’Italia le occasioni disponibili in un dato momento si contano sulle dita di una mano, quindi la ricerca per provincia va rifatta a distanza di settimane invece che una volta sola.

Su Milano, che è la piazza più cercata, abbiamo una guida a parte: tabaccherie a Milano e provincia.

Nord, Centro, Sud e isole: il numero che non torna

Sulle 304 schede con un prezzo utilizzabile la richiesta mediana è di 180.000 euro, con il primo quartile a 120.000 e il terzo a 250.000. Divisa per macroarea:

AreaSchede con prezzoPrimo quartileMedianaTerzo quartile
Nord134120.000170.000250.000
Centro100112.500175.000227.500
Sud e isole70147.500220.000322.500

Un’avvertenza sull’etichetta, perché è il punto in cui si sbaglia: 134, 100 e 70 sono le schede con prezzo compilato, non tutte le schede di quell’area. Le altre stanno fuori dal conto perché il prezzo manca o è scritto in modo palesemente errato.

Il numero che non torna è l’ultima riga. Al Sud e nelle isole si chiede di più che al Nord: 50.000 euro in più sulla mediana. La distanza si allarga anche verso l’alto, con un terzo quartile di 322.500 euro contro 250.000 (le sottrazioni sono nostre). È il contrario di quello che si aspetta chi ragiona sul costo della vita e sui canoni di locazione.

Perché succeda non lo sappiamo. Preferiamo scriverlo invece di riempire il vuoto con una spiegazione comoda. Le ipotesi possibili sono almeno due. La prima è una differenza reale nel modo di prezzare: al Sud si parte da richieste più alte, magari mettendo in conto una trattativa più lunga. La seconda è la composizione del campione: se in quelle 70 schede finiscono attività mediamente più grandi, o più spesso abbinate a un bar o a un immobile di proprietà, il confronto non è fra cose uguali. Verificarlo richiede un incrocio fra macroarea e caratteristiche dell’attività che la nostra rilevazione del 13 agosto non contiene: le attività accessorie le abbiamo solo sul totale nazionale (cartoleria 155 schede, edicola 99, profumeria 80, bar 61). Finché non lo misuriamo resta un fatto osservato e non spiegato. Settanta schede sono comunque poche per farne una legge del mercato meridionale.

Vale poi il limite che ripetiamo ogni volta: un prezzo richiesto non è un prezzo di vendita. È quello che il venditore ha scritto nell’annuncio, non quello che ha incassato. Il quadro completo sui prezzi, con la spiegazione del perché usiamo mediana e quartili, sta nell’Osservatorio del mercato delle tabaccherie, che riporta anche il livello regionale con accanto il numero di annunci su cui è calcolato.

Un prezzo per provincia invece non lo pubblichiamo. Non è prudenza eccessiva: la provincia più fornita che abbiamo arriva a 12 schede. Una mediana costruita su dodici annunci descrive quei dodici annunci, non la zona.

Cosa cambia per il tabaccaio

Se vendi dove ci sono già dieci o dodici annunci (Firenze, Napoli, Brescia), la tua scheda viene letta accanto alle altre nella stessa pagina d’archivio. Il compratore confronta a colpo d’occhio, quindi le voci che mancano si notano perché il vicino le ha messe: prezzo in chiaro, superficie, aggi dell’ultimo anno, canone e durata residua del contratto di locazione.

Se vendi dove di annunci ce ne sono due o tre, il problema è rovesciato: poca concorrenza ma anche poco traffico su quella pagina. Lì conta che la scheda sia completa e che comune e provincia siano compilati bene, perché chi cerca in zona parte dalla ricerca per località. Un comune sbagliato toglie l’annuncio dall’unica pagina dove quel compratore lo cercherebbe.

Se stai comprando, non leggere questa mappa come una mappa del mercato. Dice dove abbiamo annunci noi, oggi. Nelle province con due o tre schede l’assenza di occasioni è quasi sempre un fatto temporaneo, quindi vale la pena tornare sull’archivio della tua provincia invece di dedurne che lì non cede nessuno. Prima di telefonare, guarda la data della scheda.

Se stai usando la mediana della tua macroarea per trattare, fermati. I 220.000 euro del Sud non sono il valore di una rivendita del Sud. I 170.000 del Nord non sono uno sconto da pretendere. Sono richieste di partenza su un campione limitato: la trattativa si fa sugli aggi degli ultimi tre anni, sul conto economico e sul contratto d’affitto.

Se stai per pubblicare, il campo che pesa di più è il prezzo. È quello su cui girano i filtri di ricerca: lasciato vuoto o riempito con un valore di comodo, toglie la scheda dai risultati di chi sta cercando esattamente nella tua fascia. Nel catalogo al 13 agosto c’erano ancora annunci con il prezzo scritto in modo palesemente sbagliato: quelli non li vede nessuno.

Tutti i numeri di questo articolo vengono dal nostro catalogo, misurato il 13 agosto 2026. Sono prezzi richiesti dai venditori, non prezzi di vendita conclusi. Le schede sono negli annunci, divise per provincia. Se hai un’attività da cedere, puoi pubblicare la tua tabaccheria e comparire nell’archivio della tua zona.

Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.

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