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Collaborazione Familiare in Due Imprese: tabacchi e bar

Aspetti Legali e Fiscali

Ho letto un quesito molto interessante e ricorrente sulla Voce del tabaccaio di un collega che chiedeva riguardo alla possibilità di coinvolgere suo figlio maggiorenne nella gestione di due imprese familiari, una tabaccheria e un bar, situate nello stesso locale e gestite assieme a suo fratello. La questione sollevata ha richiesto un’analisi dettagliata sotto il profilo legale e fiscale per comprendere la fattibilità di questa opzione.

Riporto quello che ho capito dalla Voce del Tabaccaio.

La Partecipazione all’Impresa Familiare Secondo il Codice Civile

Il Codice Civile, all’art. 230 bis, ammette la collaborazione nell’impresa familiare da parte del coniuge, dei parenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo grado. Tale disposizione legale consente dunque al figlio del lettore, in qualità di nipote, di essere parte attiva nelle attività familiari. La norma non pone limitazioni esplicite sulla partecipazione di un familiare in più imprese, focalizzandosi piuttosto sulla collaborazione continuativa e sulla partecipazione agli utili e all’incremento patrimoniale dell’impresa.

Aspetti Fiscali della Collaborazione Familiare e la tabaccheria

Dal punto di vista fiscale, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) specifica che i redditi dell’imprenditore possono essere imputati ai familiari che abbiano prestato un’attività di lavoro continuativo e prevalente, proporzionalmente alla loro partecipazione agli utili. Questo significa che il lavoro svolto all’interno dell’impresa familiare deve essere la principale attività lavorativa del familiare collaboratore.

La giurisprudenza e l’amministrazione finanziaria hanno chiarito che un familiare non può svolgere contemporaneamente un’attività lavorativa continuativa in qualità di dipendente, autonomo o imprenditore al di fuori dell’impresa familiare. Ciò pone una limitazione sostanziale alla possibilità per il figlio del lettore di partecipare attivamente e in modo prevalente a due diverse imprese familiari senza incorrere in violazioni delle normative vigenti.

Sebbene la legislazione civile sembri offrire una certa flessibilità nella collaborazione dei familiari all’interno delle imprese familiari, gli aspetti fiscali impongono una restrizione significativa. La partecipazione continuativa e prevalente in più imprese familiari potrebbe non essere fattibile senza contravvenire alle norme fiscali che regolamentano la distribuzione dei redditi e la partecipazione agli utili all’interno dell’impresa familiare.

Pertanto, è consigliabile valutare attentamente la situazione sotto il profilo legale e fiscale, magari con il supporto di un consulente, per trovare la soluzione più adeguata che permetta di coinvolgere il figlio nelle attività di famiglia nel rispetto delle normative vigenti.

Essendo materia molto difficile e particolare ti invito a chiedere sempre al tuo commercialista o fiscalista o chi ti cura le buste paga oltre che al tuo sindacato.

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