Oltre 150 miliardi di raccolta nel 2023, mentre la rete fisica è in affanno. Serve un riordino condiviso.
Il gioco legale in Italia si muove su due binari divergenti: da un lato numeri da capogiro, dall’altro una rete di raccolta fisica sempre più fragile. Questo il quadro tracciato nel seminario “Aggiornamento sullo stato del riordino del gioco in denaro in Italia”, promosso da I-Com con il supporto di IGT il 21 maggio scorso a Roma.
Un settore da 150 miliardi
Nel 2023 la raccolta del gioco pubblico ha superato i 150 miliardi di euro, equivalenti al 7% del PIL nazionale. Le previsioni per il 2025 indicano un’ulteriore crescita, trainata quasi interamente dal digitale. Il gioco online, infatti, registra una costante espansione, mentre quello fisico, pur rimanendo rilevante, mostra segni evidenti di sofferenza.
La crisi della rete fisica
Per la prima volta, nel 2024, il numero dei punti di gioco sul territorio è sceso sotto la soglia simbolica dei 50.000. Un dato che evidenzia la progressiva desertificazione del canale fisico, in particolare nei piccoli centri, e che impone una riflessione sul ruolo delle tabaccherie e degli altri esercenti generalisti, storici presidi di legalità e controllo.
Il riordino normativo in corso
Nel suo intervento, Elisabetta Poso, dirigente ADM, ha illustrato lo stato di avanzamento del processo di riordino del settore, in corso da oltre un anno. L’obiettivo è uniformare la regolamentazione, garantendo:
- protezione rafforzata per minori e soggetti a rischio dipendenza,
- invarianza del gettito fiscale, principio cardine della Legge Delega,
- strumenti tecnici e mirati, più efficaci dei meri distanziometri e limiti orari.
Formazione e strumenti di tutela
Oltre ai meccanismi normativi, Poso ha sottolineato il valore della formazione degli operatori, essenziale per riconoscere comportamenti problematici. Le nuove misure previste includono:
- autoesclusione anche per il gioco fisico,
- possibilità di imporre volontariamente limiti di tempo e spesa,
- verifiche rafforzate dell’età anagrafica,
strumenti pensati per agire solo nei confronti dei soggetti realmente a rischio, senza penalizzare il giocatore responsabile.
Un equilibrio tra domanda e offerta
Le attuali restrizioni territoriali, come distanziometri e orari rigidi, hanno spinto molti giocatori verso l’offerta illegale e l’online non regolamentato. Il riordino dovrà quindi ristabilire un rapporto equilibrato tra domanda e offerta legale, per evitare che il gioco si sposti su canali non tracciabili e potenzialmente pericolosi.
L’urgenza di un progetto condiviso
Il gioco pubblico continua a rappresentare una risorsa economica di primo piano e un fattore di coesione sociale, se ben gestito. Ma per garantire la sostenibilità del sistema è indispensabile un riordino strutturato, frutto della collaborazione tra istituzioni, operatori e territori.
Solo così sarà possibile proteggere i consumatori, tutelare i presìdi fisici, garantire la legalità e dare stabilità a un comparto che, nonostante le difficoltà, resta fondamentale per il Paese.