in Tabaccheria

Cessione di tabaccheria: i dipendenti passano al nuovo titolare per legge

Quando una tabaccheria cambia mano, chi ci lavora non viene licenziato da chi vende e riassunto da chi compra: il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo titolare, con la stessa anzianità. Lo dice l’articolo 2112 del codice civile e vale anche con un dipendente solo.

Non è una formalità da sistemare dopo il rogito: il personale è una passività che chi compra si porta dentro insieme al banco, quindi pesa sul prezzo quanto i debiti.

Il rapporto continua, l’anzianità resta

L’articolo 2112 del codice civile parte da qui: in caso di trasferimento d’azienda il rapporto continua con chi subentra e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano. Anzianità, livello, scatti e TFR maturato non si azzerano con la firma.

Il terzo comma chiude la porta alla rinegoziazione immediata: chi subentra applica i contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali in vigore alla data del trasferimento fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti dello stesso livello.

Il trasferimento, da solo, non è motivo di licenziamento. C’è anche il rovescio: il lavoratore che nei tre mesi successivi subisce una sostanziale modifica delle condizioni di lavoro può dimettersi con gli effetti della giusta causa. Cambiare turni o mansioni senza pensarci ha un costo.

Il quinto comma copre anche l’affitto e l’usufrutto d’azienda: chi sta valutando l’affitto al posto della cessione si porta dietro il personale allo stesso modo.

La solidarietà sui crediti sorprende chi compra

Il secondo comma è quello che si scopre sempre troppo tardi: cedente e cessionario sono obbligati in solido per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Il dipendente può quindi chiedere l’intero a uno qualsiasi dei due. Ferie non godute, straordinari mai liquidati, differenze di inquadramento di tre anni fa: se sono maturati prima del passaggio, il conto può arrivare a chi ha appena comprato.

La liberazione di chi vende esiste ma non è automatica e non basta scriverla nell’atto. Serve il consenso del lavoratore, espresso nelle procedure conciliative degli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile. Fuori da quella sede la solidarietà resta.

La procedura sindacale scatta oltre i quindici, il 2112 sempre

L’articolo 47 della legge 428/1990 aggiunge una procedura quando si tratta di «un trasferimento d’azienda in cui sono complessivamente occupati più di quindici lavoratori». Cedente e cessionario devono informare per iscritto le rappresentanze sindacali e i sindacati di categoria firmatari del contratto applicato almeno venticinque giorni prima dell’atto (o dell’intesa vincolante fra le parti, se arriva prima), indicando data, motivi, conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori, misure previste. Su richiesta scritta si apre un esame congiunto. Saltare tutto questo è condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 della legge 300/1970.

Una rivendita arriva raramente a più di quindici dipendenti, quindi in pratica quella procedura non si vede. L’errore da non fare è dedurne che il resto non riguardi le attività piccole. Sotto quella soglia non c’è nessuna esenzione: continuità del rapporto, solidarietà sui crediti e divieto di licenziare per il solo trasferimento valgono anche con un dipendente.

In tabaccheria c’è un secondo piano: l’autorizzazione ADM

Il contratto di lavoro passa da solo, l’abilitazione della persona no. L’articolo 28 della legge 1293/1957 tiene la gestione della rivendita in capo all’assegnatario, ammette che l’amministrazione consenta la presenza di assistenti per il materiale servizio di vendita ed estende anche a loro le cause di esclusione dell’articolo 6 e parte di quelle di incompatibilità dell’articolo 7. I ruoli in dettaglio stanno nella nostra scheda sul commesso in tabaccheria. La posizione di chi sta al banco va verificata con l’ufficio ADM: non segue il contratto di lavoro.

Resta una domanda che le fonti aperte non risolvono. L’azienda si vende con un atto fra privati, la concessione no: il titolare vi rinuncia e ADM la assegna al subentrante, quindi per settimane dietro al banco resta il venditore (le regole del passaggio di titolarità). Qual è allora la data del trasferimento ai fini dell’articolo 2112? Le fonti aperte non lo dicono. La risposta pesa: da quella data si contano la solidarietà sui crediti e i tre mesi per le dimissioni per giusta causa. Indicare una data nell’atto aiuta ma non chiude il punto, che va portato al consulente del lavoro prima di firmare.

Cosa cambia per il tabaccaio

Se vendi. Prepara per ogni dipendente anzianità, livello, contratto collettivo applicato, ferie e permessi non goduti, TFR maturato: sono le cifre su cui si tratta. Chi arriva senza se le fa stimare al ribasso. Dopo la firma resti obbligato in solido sui crediti maturati fino al trasferimento, salvo liberazione in sede conciliativa.

Se compri. Chiedi quei documenti prima del preliminare, non dopo. Il costo del personale non è un dettaglio da vedere strada facendo: è una passività da scontare dal prezzo. Verifica a parte la posizione ADM di chi sta al banco: il contratto passa con l’azienda, l’autorizzazione no.

Cosa entra e cosa no nel pacchetto lo abbiamo raccontato in «cedesi attività»: cosa comprende davvero. Le norme citate qui sono atti pubblici: le trovi linkate nel testo e leggibili per esteso su Normattiva.

Se stai per vendere, i dipendenti sono una voce da dichiarare subito: puoi pubblicare la tua tabaccheria o guardare gli annunci già online.

Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria. Su quello che riguarda il personale il riferimento è il consulente del lavoro.

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