in Tabaccheria
Copertina dell'articolo con la scritta «180.000 euro la mediana»

Prezzi delle tabaccherie in vendita: 180.000 euro la richiesta mediana ad agosto 2026

Al 13 agosto 2026 il catalogo di InTabaccheria conta 325 schede pubblicate, di cui 323 annunci di cessione. Sulle 304 schede con un prezzo utilizzabile la richiesta mediana è di 180.000 euro: un quarto sta sotto i 120.000, un quarto sopra i 250.000. Sono prezzi chiesti dal venditore, non prezzi di vendita.

La forbice conta più della mediana

I 180.000 euro sono il numero che si cita, ma da solo non serve a chi deve mettere un cartellino sulla propria attività. Quello che serve è la larghezza della banda. Il primo quartile del catalogo sta a 120.000 euro, il terzo a 250.000: metà delle richieste vive lì dentro, un quarto sotto e un quarto sopra. Rilevazione nostra sul catalogo del portale, 13 agosto 2026.

Usiamo la mediana e non la media di proposito. I prezzi di cessione hanno una coda lunga verso l’alto: poche attività molto grandi bastano ad alzare la media di tutti, mentre la mediana taglia il catalogo in due metà e non si muove.

Sulla qualità del dato siamo espliciti. Dal conto sono esclusi 15 valori fuori dalla banda 5.000-3.000.000 euro. Non sono occasioni né tabaccherie da record: sono campi compilati male, tanto che al 13 agosto il catalogo conteneva un annuncio da 1 euro e uno da 29 milioni. Vale anche come avviso pratico a chi pubblica. Il prezzo è il campo su cui girano i filtri di ricerca: scritto in migliaia, o riempito con un valore di comodo perché non lo si vuole mostrare, toglie la scheda dai risultati di chi sta cercando proprio nella tua fascia.

Nord, Centro, Sud e isole

Le tre macroaree, sempre con il numero di schede su cui è calcolato ogni valore.

AreaSchede con prezzoPrimo quartileMedianaTerzo quartile
Nord134120.000170.000250.000
Centro100112.500175.000227.500
Sud e isole70147.500220.000322.500

Fra Nord e Sud ci sono 50.000 euro di differenza sulla mediana (la sottrazione fra i due valori della tabella è nostra) e la distanza si allarga in cima: il terzo quartile passa da 250.000 a 322.500 euro. Anche il pavimento si alza, con un primo quartile di 147.500 euro contro 120.000.

Questo dato va letto per quello che è. Misura quello che arriva sul nostro portale, non il valore delle rivendite italiane. Misura richieste, non chiusure. Un’area può risultare più cara perché lì si mettono in vendita attività più grandi, oppure perché chi vende parte più alto sapendo che dovrà trattare. Dice che al Sud e nelle isole si chiede di più, non che lì una tabaccheria valga di più.

Perché non trovi il prezzo della tua provincia

Le schede del catalogo stanno su 86 province. Le due più fornite, Firenze e Napoli, ne hanno 12 a testa; Roma ne ha 9, Torino 7. Una mediana costruita su dodici annunci non è una misura di mercato: è la descrizione di dodici annunci. Basta che due siano bar tabacchi da 150 metri quadrati e il “prezzo della provincia” si sposta di decine di migliaia di euro senza che sul territorio sia cambiato niente. Per questo qui ci fermiamo alle macroaree: è anche il motivo per cui nei nostri pezzi geografici trovi quante schede abbiamo in una zona senza un prezzo di zona accanto.

Il livello regionale c’è: sta nell’Osservatorio del mercato delle tabaccherie, la rilevazione del 17 agosto 2026 su 321 annunci, con la stessa mediana nazionale di 180.000 euro, una superficie tipica di 50 metri quadrati e il 76% di attività con l’immobile in locazione. Quella tabella riporta accanto a ogni regione il numero di annunci su cui è calcolata. Leggi prima quella colonna e poi il prezzo, perché è la colonna che ti dice quanto pesa la cifra a fianco.

Un confronto che invece regge lo abbiamo già misurato: quello fra banco caffè e rivendita semplice, dove la mediana è identica per i due mentre la differenza vera sta nella superficie. I numeri sono nel pezzo sui bar tabacchi in vendita.

Cosa cambia per il tabaccaio

Se stai per pubblicare, posizionati sulla banda e non sul vicino. Il riferimento utile non è l’annuncio del paese accanto, che è un caso singolo: è la forbice 120.000-250.000 euro. Sapere in quale quarto del mercato cadi cambia il modo in cui scrivi l’annuncio, prima ancora del prezzo che ci metti.

Se stai sopra i 250.000 euro, la cifra da sola non basta. Sei nel quarto alto del catalogo e chi guarda si ferma al numero se non trova altro. Aggi dell’ultimo anno, incassi, canone di locazione e durata residua del contratto vanno nella scheda: sono quello che giustifica la richiesta. Senza, un prezzo alto resta soltanto un prezzo alto.

Se stai comprando, la mediana non è uno sconto da chiedere. Dice dove sta il mercato delle richieste, non quanto vale quella rivendita. Il prezzo scritto è il punto di partenza del venditore: la trattativa si fa sui bilanci, sugli aggi e sul contratto d’affitto, non sul confronto con un numero medio.

Non confondere il prezzo con il tempo. Sono due misure diverse e la seconda l’abbiamo calcolata a parte: sul nostro catalogo metà degli annunci è online da più di due anni. Il conto e i suoi limiti stanno nel pezzo su quanto tempo resta online un annuncio.

Se il tuo caso non entra in nessuna casella, il problema è il metodo. Questa è una fotografia del mercato, non una valutazione. Come si arriva al numero della singola attività, fra aggi, avviamento, canone e moltiplicatori, sta nella guida su quanto costa una tabaccheria.

Tutti i dati di questo articolo sono nostri, letti sul catalogo di InTabaccheria il 13 agosto 2026, tranne i valori del 17 agosto richiamati dalla pagina dell’osservatorio e linkati sopra. Le schede in vendita sono negli annunci. Se vuoi una stima della tua attività invece di una fotografia del mercato, parti dal valutatore.

Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.

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