L’articolo che segue cerca di fare chiarezza su questo aspetto specifico la fatturazione dei prodotti liquidi al patentino aggregato, ma non ci sostituiamo nè al tuo commercialista nè al tuo sindacato che ti invitiamo sempre a consultare.
La Fatturazione per la Fornitura di PLI al Patentino: Guida alla Procedura Fiscale
La gestione della fatturazione dei Prodotti Liquidi da Inalazione (PLI) destinati ai patentini rappresenta un aspetto cruciale per tabaccai e rivenditori autorizzati. La questione, infatti, richiede non solo un’attenta considerazione della normativa relativa all’IVA, ma anche una corretta applicazione delle disposizioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
La Fattura per la Fornitura di PLI
Nella vendita di PLI, come liquidi per sigarette elettroniche, al patentino associato a una tabaccheria, la fatturazione deve essere gestita seguendo specifiche regole. Oltre alla normale emissione di una fattura con IVA, è necessaria la compilazione di un modello predisposto dall’ADM.
Tale modello è denominato U88PATT/PLI/AROMI/NICOTINE e serve per documentare la fornitura di questi prodotti a esercizi commerciali autorizzati come i patentini.
Applicazione dell’IVA e Modalità di Fatturazione
Per quanto riguarda l’aspetto IVA, la cessione dei PLI al patentino è soggetta all’aliquota ordinaria del 22%. Pertanto, il rivenditore dovrà emettere una fattura elettronica ordinaria seguendo la periodicità stabilita dagli accordi di rifornimento con il patentino.
Questo significa che, ogni qualvolta venga effettuata una fornitura di PLI al patentino, sarà necessario contabilizzare l’IVA al 22%, riportandola sulla fattura in base al valore complessivo dei prodotti venduti. Tale valore, da considerare come imponibile ai fini IVA, include il prezzo dei prodotti, l’eventuale imposta di consumo assolta, e il margine di guadagno applicato dal tabaccaio.
Imposta di Consumo: Quali sono le Regole?
Una domanda frequente riguarda l’imposta di consumo e come questa debba essere riportata in fattura. Secondo le disposizioni attuali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non esistono modalità operative specifiche per evidenziare in fattura l’imposta di consumo assolta. L’imposta, infatti, viene corrisposta durante la prima fase di commercializzazione dei prodotti, ossia all’atto della fornitura tra distributore autorizzato e rivenditore.
Di conseguenza, tutte le transazioni successive, comprese le forniture dal tabaccaio al patentino, non sono soggette a ulteriori adempimenti legati all’imposta di consumo. La fattura emessa per la cessione ai patentini non deve, dunque, contenere indicazioni particolari in merito a questa imposta.
Considerazioni Operative
Dal punto di vista pratico, per compilare correttamente la fattura sarà necessario tener conto del valore totale della merce, che costituisce la base imponibile ai fini dell’IVA. Tale valore è dato dalla somma tra il prezzo dei PLI, l’imposta di consumo assolta in fase di fornitura dal distributore, e il margine applicato dal tabaccaio. A questo importo, sarà poi aggiunta l’IVA con l’aliquota al 22%.
È importante sottolineare che, pur essendo l’imposta di consumo inclusa nel prezzo della merce, non è richiesta alcuna annotazione specifica in fattura per quanto riguarda questa imposta nelle forniture ai patentini.
Se ritieni che sia necessaria qualche aggiunta, correzione o ulteriore approfondimento, fammelo sapere.