I vincoli normativi sulle insegne
È bene ricordare che l’installazione di qualsiasi impianto pubblicitario è subordinata a prescrizioni stabilite dai regolamenti comunali e nazionali.
Queste prescrizioni riguardano aspetti:
- tecnici e di sicurezza, come le disposizioni del Codice della Strada;
- urbanistici e architettonici, ad esempio quando si tratta di aree vincolate o edifici storici;
- estetici e di decoro pubblico, per assicurare uniformità e tutela del patrimonio paesaggistico.
Ne consegue che, se è legittimo parlare di libertà espressiva da parte dell’imprenditore, tale libertà va comunque esercitata nel rispetto delle regole fissate nell’interesse collettivo.
Il ruolo del Comune
Dal suo racconto emerge che l’Amministrazione non ha rigettato l’intero progetto, ma ha limitato il diniego ad alcuni tratti delle insegne proposte.
Poiché il Comune è l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, Lei non potrà formalmente opporsi, bensì dovrà attenersi alle indicazioni ricevute. È tuttavia possibile rielaborare il progetto eliminando gli elementi contestati e presentare nuove soluzioni compatibili con il regolamento locale.
Le insegne obbligatorie
Come giustamente osservato, vi sono insegne che non possono mancare.
Per le tabaccherie è obbligatoria la tradizionale «T» bianca su fondo scuro, accompagnata:
- dallo stemma della Repubblica;
- dal numero della rivendita;
- dalla dicitura “Sali e Tabacchi”.
La tipologia prescritta è il cassonetto luminoso bifacciale con misure standard di 40×75 cm per lato.
Per le ricevitorie del Lotto, invece, la normativa non fissa dimensioni specifiche: l’insegna può quindi essere un cassonetto mono o bifacciale. L’elemento imprescindibile è l’indicazione della ricevitoria con il relativo numero attribuito dall’ADM (ad esempio: “Ricevitoria Lotto n.”).
Rischi di omissione e deroghe ammesse
L’inosservanza di tali obblighi può comportare sanzioni da parte dell’ADM.
Esistono tuttavia circostanze particolari, come i vincoli paesaggistici o architettonici, in cui il Comune può autorizzare modalità espositive differenti (per esempio un’insegna a bandiera). In questi casi, l’ADM recepisce le prescrizioni locali e le considera valide a tutti gli effetti. Non è l’obbligo espositivo ad essere escluso, ma soltanto la forma con cui viene realizzato.