Cosa è consentito e cosa no alla luce del divieto di pubblicità sul gioco pubblico
Il Decreto Dignità, all’art. 9, stabilisce un divieto assoluto di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro. Il divieto si estende a qualsiasi mezzo e canale di comunicazione, comprese le affissioni pubbliche, le trasmissioni radio-televisive, gli eventi sportivi e culturali, la stampa e i contenuti online.
Si tratta di un principio generale, per la cui interpretazione è intervenuta AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha fornito una serie di linee guida applicative volte a chiarire gli ambiti del divieto.
Pubblicità o informazione? Una distinzione non sempre chiara
Uno dei punti più complessi riguarda la distinzione tra messaggio pubblicitario e comunicazione informativa. La linea di demarcazione non è netta e viene valutata caso per caso. AGCOM ha infatti precisato che la natura promozionale o informativa di un messaggio dipende da vari elementi:
- Contesto in cui avviene la comunicazione
- Linguaggio e tono utilizzati
- Elementi visivi o acustici eventualmente presenti
- Modalità di esposizione (dimensioni, frequenza, visibilità)
Le vincite si possono esporre, ma con prudenza
Secondo le linee guida e l’orientamento prevalente, è ammissibile esporre le vincite ottenute nella tabaccheria solo all’interno dell’area riservata al gioco, evitando qualsiasi forma di comunicazione esterna (come vetrine, insegne, pannelli affissi fuori dal locale o pubblicazioni online, compresi i social media).
È importante anche non eccedere nella forma:
- Evitare pareti ricoperte di fotocopie delle vincite
- Non realizzare manifesti, gigantografie o scritte che possano suscitare aspettative o invogliare al gioco
- Limitarsi a una esposizione sobria, chiara e priva di enfasi promozionale
In sostanza, il principio guida è la discrezione: l’esposizione delle vincite non deve trasformarsi, neppure indirettamente, in un incentivo alla partecipazione al gioco.
Poi come sempre rivolgersi al proprio sindacato in caso di dubbi o contestazioni.