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Riordino del gioco fisico in Tabaccheria

Dopo una attenta lettura dei nostri sindacati e autorevoli esponenti ecco un breve riassunto. del Riordino del gioco fisico in Tabaccheria.

Gioco fisico, il riordino è ancora un mistero: i nodi fiscali e normativi sul tavolo

Il tanto discusso decreto per il riordino del gioco fisico continua a rimanere un oggetto misterioso. Se ne parla da mesi, ma pochissimi hanno avuto accesso al documento, ancora inaccessibile al pubblico, fatta eccezione per gli addetti ai lavori. Nel frattempo, il processo di riorganizzazione del comparto avanza a rilento, frenato da un confronto complesso tra le parti coinvolte.

Il gioco delle parti

Al centro del dibattito si collocano due schieramenti principali. Da una parte, gli operatori del settore, sempre più esposti a normative incerte e restrittive, con conseguenze economiche rilevanti. Dall’altra, Regioni ed Enti locali, fortemente orientati a promuovere regolamenti severi per tutelare la salute pubblica e contrastare la ludopatia. Tra queste due posizioni, lo Stato si trova a dover conciliare esigenze contrastanti: garantire un sistema efficace di raccolta fiscale, salvaguardare le entrate erariali e contrastare il gioco illegale, che proprio nelle restrizioni trova terreno fertile per espandersi.

Il risultato? Una situazione che si ripete da anni come un copione già visto: il riordino sembra sempre imminente, ma resta lontano. Più che un processo legislativo, pare ormai una vera e propria telenovela, fatta di rinvii, aspettative e colpi di scena, che alla fine riportano tutto al punto di partenza.

AWP e VLT tra tasse, regole e incertezze: il riordino resta una promessa sospesa

Tra i segmenti maggiormente penalizzati da questa incertezza normativa, quello degli apparecchi da intrattenimento risente in modo particolare della mancanza di chiarezza. Il tema è stato al centro del confronto tenutosi lo scorso 10 aprile a Roma, durante la fiera IGE, in un evento moderato da Samuele Fraternali, Direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Il titolo era eloquente: “AWP e VLT nel riordino del gioco fisico: regole, sostenibilità e innovazione”.

Nel corso del dibattito, è emerso un dato preoccupante: a fronte dell’ambizione di costruire un sistema stabile per i prossimi nove anni, mancano due elementi fondamentali. Il primo è un’analisi seria della domanda – cioè del comportamento dei giocatori – il secondo è il coinvolgimento reale degli operatori del settore per definire insieme obiettivi e strumenti del riordino.

I nodi irrisolti: fiscalità e investimenti

Armando Iaccarino del Centro Studi As.tro ha ricordato come gli apparecchi rappresentino il 21% della raccolta complessiva, pur essendo ancora regolati da norme vecchie di otto anni. Un ritardo che pesa in un contesto economico profondamente cambiato.

Anche Emmanuele Cangianelli, Presidente Egp/Fipe-Confcommercio, ha sottolineato l’urgenza di una pianificazione fiscale più equilibrata: l’aumento della pressione fiscale ha già provocato un calo drastico degli investimenti, penalizzando non solo le aziende ma anche gli esercenti.

Settori (giochi e tabacchi) fondamentali per l’economia

Nel corso dell’incontro, si è anche ribadito l’impatto economico del comparto degli apparecchi: circa 11.000 lavoratori, quasi la metà dell’intero gettito erariale legato al gioco e una rete di distribuzione presente in almeno 6.000 comuni italiani. Dati forniti da Geronimo Cardia, presidente di Acadi, che ha rilanciato una proposta strategica: sostituire il criterio della distanza fisica con quello della distanza giuridica per le attività autorizzate, come già avvenuto in alcune Regioni (Calabria, Campania, Marche, Abruzzo e Sicilia) in deroga ai distanziometri.

Uno scenario aperto

La domanda è ora se questo modello potrà essere adottato anche a livello nazionale nel quadro del nuovo riordino. La risposta è ancora incerta. È una strada difficile, forse ambiziosa, ma non impossibile. E il settore ha già dimostrato, in passato, di non temere le sfide.

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