Al 18 agosto 2026 sul nostro portale ci sono otto schede che indicano la provincia di Bologna. Le superfici dichiarate vanno da 21 a 65 metri quadri, contro una mediana di catalogo di 50. Cinque schede su otto dichiarano anche l’edicola, cinque la cartoleria.
Sono i nostri annunci, non un censimento del mercato bolognese.
Dove sono le otto schede
Quattro indicano il comune di Bologna. Le altre quattro indicano Dozza, San Giovanni in Persiceto, Casalecchio di Reno e Monte San Pietro (Calderino). Metà in città , metà fuori.
Nessun indirizzo si ripete: otto schede, otto attività distinte. È un controllo che facciamo sempre, perché altrove lo stesso negozio esce pubblicato due volte e il conto vero scende.
Tutte e otto espongono il prezzo in chiaro. Un prezzo medio bolognese però non lo pubblichiamo: su otto casi sarebbe un aneddoto travestito da statistica. La scala citabile è quella dell’intero catalogo, 323 schede al 18 agosto 2026: richiesta mediana di 180.000 euro su 316 schede con prezzo valido, che scende a 170.000 nel solo Nord su 139 schede. È il prezzo chiesto dal venditore, non quello di chiusura: il ragionamento sta nella guida su quanto costa una tabaccheria.
Il tratto che le distingue: negozi stretti
Le otto metrature, una per scheda: 21, 25, 30, 37, 40, 50, 50 e 65 metri quadri. Non è una statistica: è la descrizione del campione. Il confronto però è netto: sul catalogo la metratura mediana è 50 metri quadri, primo quartile 40 e terzo quartile oltre i 70. Qui una sola scheda supera la mediana.
La conseguenza pratica riguarda chi compra: in 21 o 25 metri quadri la risorsa scarsa è lo spazio, non il fatturato. Ogni servizio in più si prende un pezzo di banco, ogni merce in più uno scaffale: i due si tolgono posto a vicenda. Un negozio che dentro 25 metri quadri dichiara edicola, cartoleria, distributore automatico e dieci servizi di cassa sta già lavorando al limite.
Da qui la prima domanda al venditore: dove sta il magazzino, quanto è grande, se è compreso nel contratto.
Edicola, cartoleria, servizi e giochi
Cinque schede su otto dichiarano l’edicola, cinque la cartoleria. Sull’edicola è la proporzione più alta fra le province raccontate finora: sull’intero catalogo l’edicola compare in 97 schede su 323, circa tre su dieci (il rapporto è un nostro conto). Su otto casi resta un indizio, non una tendenza.
Lottomatica, bollo auto, ricarica Postepay e ricarica telefonica con POS compaiono in tutte e otto le schede. Biglietti dei trasporti pubblici, Trenitalia, bollettini, valori bollati e distributore automatico stanno in sette. Sisal in sei, Amazon in cinque, PosteItaliane solo in tre. Come vanno lette lo abbiamo spiegato nell’analisi sui servizi dichiarati dalle tabaccherie in vendita.
Sui giochi: Gratta e Vinci in tutte e otto, lotteria nazionale in sette, Lotto e 10eLotto, MillionDAY e Superenalotto in sei. Le slot stanno in due schede su otto, meno della quota nazionale, dove le dichiara circa un terzo degli annunci (anche questo è un nostro conto). Con metrature così, una sala slot separata non ci sta.
Sette attività su otto sono in locazione, una sola a Dozza è di proprietà : la locazione è la norma anche sul catalogo, dove il rapporto è 244 a 79. Quel campo dice di chi sono i muri, non se i muri entrano nella vendita: due cose diverse, spiegate nella guida su comprare o affittare l’immobile della tabaccheria.
Cosa cambia per il tabaccaio
Cinque controlli prima di trattare su una di queste otto schede.
1. Chiedi quanti metri sono davvero vendibili. La metratura dichiarata comprende retro e servizi: in un negozio da 21 o 30 metri quadri la differenza con la superficie di vendita decide quanto tieni a scaffale. 2. Fatti dare il peso di edicola e cartoleria sul margine, separato dal resto. Non sono aggi: sono merci con rotazione, resa e fornitura diverse, con consegne giornaliere e rese da gestire per l’edicola. Chiedi i numeri degli ultimi dodici mesi, non una percentuale a voce. 3. Chiedi quali contratti dei servizi accessori si rifanno da zero. Ricevitorie, corrieri, pagamenti e distributore automatico non passano in automatico al subentrante: alcuni si volturano e altri si riattivano, con un periodo in cui quel servizio non c’è. 4. Leggi il contratto di locazione prima di ogni altra cosa. Con sette attività su otto in affitto la variabile vera è quella: durata residua, rinnovo, canone e disponibilità del proprietario alla cessione. 5. Guarda la data della scheda, poi telefona. Due annunci sono del 2025, due del 2024 e quattro del 2023: prezzo, servizi e disponibilità del venditore possono essere cambiati.
Se invece vendi in zona: la scheda che si distingue non è quella con più servizi elencati, è quella che spiega come sono organizzati i metri quadri.
Le otto schede si sfogliano nell’archivio della provincia di Bologna, fra cui l’unica di proprietà , la tabaccheria di Dozza, più una da 25 metri quadri a San Giovanni in Persiceto. I dati non vengono da una fonte esterna: sono la lettura del nostro catalogo al 18 agosto 2026. Gli andamenti generali li aggiorniamo nell’Osservatorio del mercato delle tabaccherie.
Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.