Al 18 agosto 2026 sul nostro portale ci sono nove schede che indicano la provincia di Ancona, su 323 pubblicate in 86 province. Quattro dichiarano il locale di proprietà del titolare, mentre su tutto il catalogo la proprietà si ferma a 79 schede su 323. Sono i nostri annunci, non un censimento del mercato marchigiano.
Un’avvertenza subito: sette schede su nove sono del 2023, una del 2024, una del 2025. È l’archivio provinciale più vecchio che abbiamo raccontato. Su un annuncio di tre anni fa la richiesta può essere cambiata oppure l’attività può essere già passata di mano: si telefona prima di farsi i conti in testa.
Sei schede su nove stanno fuori dal capoluogo
Tre schede indicano il comune di Ancona, due Fabriano, poi una a testa Castelfidardo, Cupramontana, Jesi e Ostra. Scriviamo «schede che indicano il comune di X» invece di «tabaccherie a X» perché quel campo lo compila il venditore.
Il controllo degli indirizzi ripetuti, che altrove cambia il conto, qui non trova niente: nove schede, nove attività distinte. Tutte espongono la richiesta in chiaro. Un prezzo mediano anconetano però non lo trovi, perché su nove casi sarebbe un aneddoto travestito da statistica. L’unica scala su cui i nostri numeri reggono è quella nazionale: 180.000 euro di mediana richiesta sulle 316 schede con un prezzo, 177.500 sulle 104 del Centro. Sono richieste dei venditori, non prezzi conclusi, come spieghiamo in quanto costa una tabaccheria.
In quattro schede su nove i muri sono del titolare
Quattro schede su nove dichiarano il locale di proprietà , cinque in locazione. Sul catalogo nazionale il rapporto è rovesciato: 244 in locazione contro 79 di proprietà , circa un quarto del totale (conto nostro, al 18 agosto 2026).
Attenzione a cosa dice quel campo. Dice di chi sono i muri, non se i muri sono compresi nella vendita. Un titolare proprietario può cedere la sola azienda e restare padrone di casa, quindi affittarti il negozio, oppure vendere tutto insieme: finché non lo chiedi non lo sai.
Nel confronto fra annunci una richiesta che comprende l’immobile non è paragonabile a una che comprende la sola attività : due cifre lontanissime possono descrivere negozi simili (comprare o affittare l’immobile della tabaccheria).
Locali più ampi della media del portale
Le metrature dichiarate: 250, 124, 85, 85, 60, 45, 40, 35 e 34 metri quadri. La mediana del catalogo è 50 mq su 320 schede, con primo quartile a 40. Cinque schede su nove stanno a 60 mq o sopra: le più grandi sono una tabaccheria a Cupramontana e un tabacchi con edicola ad Ancona. È il rovescio della provincia di Bologna, dove le otto schede vanno da 21 a 65 metri quadri.
Più superficie vuol dire più spazio per merce e servizi, ma anche più costi fissi ogni mese. Su un banco solo i metri in più non producono aggi: li producono se ci metti qualcosa che vende oppure una seconda postazione.
Cosa contengono: Lottomatica, bollettini e bollo auto in tutte e nove; Postepay e Sisal in otto; Trenitalia, distributore automatico, tributi e valori bollati in sette; il ritiro Amazon solo in quattro. Sul gioco: Gratta e Vinci e lotteria nazionale in otto, Lotto e 10eLotto in sette, MillionDAY e Superenalotto in sei. Le slot solo in due schede su nove, contro 112 su 323 nel catalogo, circa una su tre. Fra le attività abbinate: cartoleria in cinque, edicola in quattro, una profumeria e un bar (come leggere i servizi dichiarati).
Cosa cambia per il tabaccaio
Se stai guardando un’attività in zona, cinque controlli prima di parlare di cifre.
1. Chiedi se il prezzo comprende il muro e fattelo scomporre. Qui la domanda serve quasi una volta su due. Vuoi due numeri separati nella proposta, azienda e immobile: senza quella scomposizione non confronti due annunci, confronti due etichette. 2. Se l’immobile resta al venditore, la locazione è parte della trattativa. Chiedi quale contratto verrà firmato: canone, durata, rinnovo, chi paga le manutenzioni. Chi ti cede l’attività diventa anche il tuo locatore. 3. Sui locali grandi chiedi i costi fissi, non solo il fatturato. Canone o imposte sull’immobile, utenze, riscaldamento, pulizie, personale: su 250 metri quadri valgono migliaia di euro l’anno che l’annuncio non dice. 4. Fatti dire quali contratti dei servizi accessori vanno rifatti dal subentrante. Lottomatica, Sisal, POS, ritiro pacchi e distributore sono intestati al titolare uscente: se una fetta dell’incasso arriva da lì, chiedi tempi e condizioni del subentro. 5. Guarda la data della scheda e telefona. Qui pesa più che altrove: sette annunci su nove hanno tre anni. Due minuti al telefono dicono se l’attività è ancora sul mercato.
Se invece vendi in zona, una cosa sola: se il locale è tuo, scrivi nell’annuncio se l’immobile è compreso oppure no. È la prima domanda che ti faranno al telefono.
I numeri vengono dal nostro archivio, misurato il 18 agosto 2026: non c’è una fonte esterna. Gli annunci aggiornati stanno nell’archivio della provincia di Ancona e il quadro nazionale nella mappa delle tabaccherie in vendita in Italia. Se hai un’attività da cedere in zona, puoi valutarla e poi pubblicare la tua tabaccheria.
Questo è un articolo informativo e non sostituisce una consulenza professionale. Prima di prendere decisioni sulla tua attività confrontati sempre con il tuo legale, con il tuo commercialista o con il tuo sindacato di categoria.