Per vendere e comprare velocemente una tabaccheria

insegna tabaccheria Standard

Distanza tra le Rivendite di Generi di Mopolio o Tabaccherie

Una mia personale sintesi da un articolo del T-magazine.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) è chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dei limiti imposti dalla legislazione italiana in materia di concessioni per le rivendite di tabacco, specificatamente per quanto riguarda i criteri di distanza geografica e densità demografica. Questa valutazione deriva da una richiesta di pronuncia pregiudiziale avanzata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, che solleva dubbi sulla conformità di tali restrizioni con il diritto dell’Unione Europea, in particolare alla luce della Direttiva 2006/123/CE, nota come “Direttiva Bolkestein”, che mira a facilitare l’esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori di servizi e la libera circolazione dei servizi nel mercato interno.

Il caso origina dalla contestazione di una società, gestore di un bar, che vedendo negata l’autorizzazione per l’apertura di una nuova rivendita di tabacchi a causa della vicinanza ad un’altra rivendita e della densità abitativa insufficiente secondo i criteri legislativi italiani, ha sottolineato l’incremento significativo dell’utenza effettiva dovuto al turismo, argomentando che tali criteri non tengano conto delle reali esigenze di servizio. La società ha quindi impugnato la decisione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), chiedendo al TAR di riconsiderare la propria situazione alla luce di un’applicazione più flessibile delle norme, in grado di valutare le circostanze specifiche del caso.

Il TAR Liguria, riconoscendo la potenziale incompatibilità delle restrizioni legislative italiane con i principi di non discriminazione, necessità e proporzionalità previsti dal diritto dell’UE, ha deciso di rimettere la questione alla CGUE. La decisione attesa potrebbe avere implicazioni significative per la legislazione italiana, ponendo le basi per una possibile revisione dei criteri di autorizzazione delle rivendite di tabacco, al fine di renderli più adeguati alle direttive europee e alle esigenze locali, in particolare in aree ad alta densità turistica o con particolari caratteristiche demografiche.

Questo procedimento evidenzia la complessità dell’armonizzazione delle normative nazionali con quelle europee, soprattutto quando si tratta di equilibrare obiettivi di interesse pubblico come la tutela della salute e il controllo sul consumo di tabacco con la promozione della libertà di impresa e del mercato interno. La risposta della CGUE fornirà dunque chiarimenti cruciali sul grado di flessibilità che gli Stati membri devono adottare nell’interpretare e applicare le proprie normative, in relazione ai principi e agli obiettivi dell’Unione Europea.

Lascia un commento